
Il contrasto in questa ambientazione è il punto di forza principale dell'intera opera.
Sunohara Mirai si discosta dalla sua solita immagine pura o matura, presentando qui una figura femminile proattiva, assertiva e stranamente conquistatrice. Il modo in cui premeva i peli dell'ascella contro il viso dell'altra persona trasmetteva uno strano senso di dominio che, unito al suo stesso viso eretto che non si adattava all'immagine "grottesca", creava un forte conflitto cognitivo.
La relazione incestuosa in quest'opera fornisce un retroscena emotivo che va oltre il tema dei peli ascellari, impedendo alla storia di ridursi a una mera manifestazione di morbosa curiosità.
La performance di Sunohara Mirai, anche all'interno di questo specifico contesto, mantiene il suo costante livello di coinvolgimento, con una meticolosa attenzione ai dettagli.
CETD-246 non è un'opera mainstream, ma per gli spettatori che vogliono vedere un lato completamente diverso di Sunohara Mirai, la sua rarità è il suo valore. La combinazione di un ex pianista, peli ascellari e adulterio è probabilmente unica nell'intera storia del cinema per adulti giapponese.