Sul tetto deserto, provavo le mie battute da sola. Non osavo raccontare a nessuno del mio sogno di diventare una doppiatrice; non provavo alcun senso di appartenenza, e solo la solitudine riecheggiava a ogni recitazione. Fu il mio insegnante a catturare la mia voce, severo ma gentile, osservandomi più attentamente di chiunque altro. Per la prima volta, sentii davvero la frase che avevo sempre desiderato: "Questo è abbastanza". Quando piangevo di nascosto in classe dopo la scuola, le braccia del mio insegnante mi stringevano in un abbraccio. Abbracciando la solitudine e i sogni, in quel momento, mi sentii davvero viva. Attraverso il sesso, percepii l'esistenza della vita. Il mio insegnante mi aprì la bocca con la sua lingua sporca, piena dell'odore di un vecchio. Il mio insegnante mi leccò tutto il corpo con la sua lingua sporca, lasciando l'odore di saliva secca. Il mio insegnante mi tastò la vagina con la sua lingua sporca; era così bello. Insegnante, grazie.
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