Questo è un documentario fotografico di bondage con donne masochiste nella vita reale. Descrive l'effettivo dolore inflitto a queste donne, perseguendo un'estetica sessuale dura attraverso il bondage e la tortura. Il lavoro si concentra su Haruno Ando, in particolare sulla tortura anale. Viene legata mani e piedi, impossibilitata a liberarsi, e sottoposta a doppie imbracature, che la costringono ulteriormente. Viene legata a un pilastro, sottoposta a un bavaglio a sfera e a un gancio nasale, i suoi vestiti vengono strappati e umiliata. Dopo questa tortura, i suoi genitali diventano umidi al tatto. Quando il bavaglio a sfera viene rimosso, il suo segreto osceno... la sua lingua biforcuta viene esposto. Viene costretta a spogliarsi, le gambe divaricate e legate, il suo ano manipolato. Non solo il suo ano, ma anche la sua vagina viene penetrata con un vibratore, entrambi i fori vengono manipolati simultaneamente fino a quando il suo ano non si inzuppa, portandola all'orgasmo. La tortura anale continua, iniziando con un'asta lunga 20 cm, 40 cm e infine 60 cm, inserita nel suo retto. Nonostante una tortura così crudele, il suo basso ventre tremava, gli occhi le si rovesciavano all'indietro e raggiunse un orgasmo vergognoso. Infine, legata e incapace di liberarsi, fu simultaneamente penetrata da vibratori elettrici, le cui intense vibrazioni la assalirono. Le vibrazioni brutali rivelarono le sue nascoste tendenze masochiste e lei raggiunse un orgasmo vergognoso tra lacrime e incontinenza. Quest'opera cattura le tendenze masochiste e i feticismi anali di Haruno Ando, rendendola una visione degna di nota.
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